Tra le
caratteristiche più sorprendenti dei boscimani va ricordata senz’altro una
formidabile conoscenza della natura, dei fenomeni fisici e biologici. Ma
anche nozioni approfondite di medicina, di botanica ed etologia.
Dalle tracce lasciate sul terreno riescono a determinare il sesso, l’età,
la velocità di spostamento e altre informazioni cruciali su un animale. I
boscimani vivono nell’ambiente, non lo dominano: sono predatori e prede,
adattati (o costretti) a vivere in condizioni estremamente difficili, dove
l’acqua è la risorsa più importante e più incerta. Per conservarla si
utilizzano uova di struzzo: riempite d’acqua, vengono distribuite sul
territorio e utilizzate come serbatoi d’emergenza nei periodi di maggiore
siccità. Il linguaggio è, oltre alla conoscenza della natura, la seconda
ricchezza dei boscimani. La gamma di suoni è articolatissima e comprende i
famosi “click”: ne esistono sei tipi codificati che si ottengono
disponendo la lingua tra il palato e le gengive in maniera particolare.
Oltre che con i suoni comunicano anche con il resto del corpo: sguardi,
ondeggiamenti del capo, messaggi con le mani. Ciò deriva, presumibilmente,
dalle strategie di comunicazione silenziosa utilizzate per coordinare le
operazioni durante le attività di caccia.
Ma come cacciano i boscimani? Iniziamo dalle micidiali frecce avvelenate,
la cui preparazione è un vero e proprio rito di gruppo. Da
un’apparentemente innocua larva di coleottero si estrae un veleno
potentissimo. Si aggiungono poi sostanze di origine vegetale che servono
ad accelerarne la circolazione nel corpo dell’animale colpito. Le battute
di caccia a volte durano settimane intere: interminabili ore di
appostamenti silenziosi. Sempre all’erta, di giorno e di notte, anche dopo
aver camminato per chilometri e chilometri. Poi una freccia centra
l’animale e lo si segue con pazienza e trepidazione fino al luogo in cui
il veleno ha portato a termine il suo compito omicida. La prima cosa da
fare è stabilire il proprietario della freccia: a lui spetta
la parte migliore. Squartato
l’animale, gran parte della carne si consuma sul posto. Tutto il resto
viene poi portato all’accampamento.
I Boscimani usano seppellire i loro morti deponendo i cadaveri nel luogo
prescelto in posizione fetale, con le ginocchia raccolte sul petto.
Insieme al morto seppelliscono tutte le sue cose ed evitano il posto per
uno o due anni. Le donne, i bambini e i ragazzi più giovani portano delle
collane fatte di frammenti di gusci d’uova di struzzo.