I
Boscimani amano l’arte, e in particolare la musica, il canto e la danza.
Il loro principale strumento musicale è una specie di arco che tengono
premuto contro la bocca, adoperano anche una specie di lira a quattro
corde. Danzano spesso sia per piacere personale o sia per piacere. La cosa
più triste è che i Boscimani hanno completamente abbandonato le loro forme
d’arte maggiormente sviluppate e più caratteristiche, la pittura e
l’incisione. Le opere sono piene di colori, naturalistiche e raffinate.
Molti dipinti mostrano razzie di bestiame, danze, scene magiche o
mitologiche rappresentanti figure umane con volti animali. I pittori
Boscimani non esistono più; eppure, il loro popolo, ostinatamente,
sopravvive. Ancora oggi in molte comunità boscimani le famiglie si
raccolgono intorno al fuoco di notte: le donne forniscono con mani e piedi
la base ritmica delle danze mentre giri vorticosi su se stessi, sempre più
veloci e incontrollati, sono il segno che qualcuno sta cadendo in trance:
una pratica comune a molte etnie africane, cui si attribuisce un valore
sociale rilevante e fondamentale per sanare i contrasti interni al gruppo.
Se la caccia è stata fruttuosa ci sarà una festa sotto gli alberi, magari
con arrosto di porcospino e di bruchi. Tutti vi partecipano mangiando ogni
parte degli animali catturati, eccetto i bambini inferiori ai tre anni che
succhiano ancora il latte materno.
Il Boscimano ama e odia intensamente. E'molto leale e molto
vendicativo. Per tutta la sua vita rimane come un bimbo, poco incline al
lavoro, amante del gioco, della danza, del canto, della pittura ..., ma
soprattutto ama ascoltare e narrare storie.